Il ricorrente fino al 4 ottobre 2011 era affidato ai servizi sociali in quanto entrato in Italia da minorenne; ha conseguito l’attestato di installatore di impianti elettrici; vive con gli zii titolari di adeguato reddito da lavoro subordinato, dal 10.4.2014 è stato assunto come socio/facchino di IV livello; appare verosimile che egli abbia realizzato uno stabile inserimento nel mondo del lavoro.

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Il diniego impugnato non pare aver adeguatamente valutato il rapporto di lavoro instaurato il 10 aprile 2014 e di cui ha prodotto le prime buste paga; altresì, il ricorrente ha stabili legami familiari in Italia, dove vive da quasi 20 anni, ed ha dato prova di volersi inserire seriamente nel contesto lavorativo.

Si ritiene applicabile il sistema di tutela rafforzata quando il cittadino extracomunitario, sul presupposto della permanenza effettiva nel territorio dello Stato da oltre un quinquennio, abbia stabili legami familiari, con la conseguenza che l’eventuale diniego è subordinato allo svolgimento di un giudizio complessivo, nel quale non è possibile tenere conto, con mero automatismo, della sola mancanza del requisito reddituale (TAR per l’Emilia-Romagna, sez. I, 9 marzo 2015, n. 227).