Applicabile la causa di non punibilità di recente introduzione, prevista dall'art. 131 bis c.p., anche al delitto di evasione. Nonostante il soggetto "vanti" numerosi precedenti penali, il Tribunale ha riconosciuto di escludere la punibilità per il delitto di evasione in ragione della "particolare tenuità del fatto", stante le modalità di condotte e l'assenza di precedenti penali specifici.

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Con decreto del ..., l'imputato era tratto a giudizio dinanzi a questo Tribunale in composizione monocratica per rispondere del delitto di evasione, meglio descritto in rubrica.
All'udienza del ... il difensore depositava procura speciale c chiedeva la definizione del procedimento con il giudizio abbreviato condizionato alla produzione di alcuni documenti. Il Tribunale, ritenuta la prova pertinente e non ostativa con le esigenze di celerità del rito, ammetteva il giudizio abbrevialo e acquisiva la documentazione prodotta dalla difesa e il fascicolo del Pubblico Ministero. Quindi, le parti concludevano come da verbale in atti e il Tribunale pronunciava sentenza immediatamente pubblicata mediante lettura del dispositivo.
L'imputato era sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari con lo strumento di controllo elettronico presso la sua abitazione sita ad ... , giusta ordinanza emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catania in data ... nell’ambito del procedimento n. ...
Come si evince dal verbale di arresto, in data ... alle ore ..., l'imputato veniva sorpreso dai Carabinieri della Compagnia di ... all'esterno della sua abitazione, segnatamente nel cortile condominiale, ad una distanza di trenta metri dal suo appartamento, intento a parlare con la sua fidanzata e altre due persone. [...]
Tanto premesso in punto di fatto, ritiene il Tribunale che ricorrano tutti gli elementi costitutivi dei delitto di evasione, essendo stato l'imputato effettivamente sorpreso fuori dalia sua abitazione, senza alcuna autorizzazione dell'Autorità giudiziaria. Va, infatti, evidenziato che più volte la Suprema Corte ha precisato che, essendo il fine primario e sostanziale della misura coercitiva degli arresti domiciliari quello di impedire i contatti con l’esterno e il libero movimento della persona, quale mezzo di tutela delle esigenze cautelari, qualsiasi allontanamento, anche in prossimità dell’abitazione e di breve durata è tale da integrare il delitto di evasione (cfr., ad esempio, Cass. pen., sez. VI, n. 4830 del 21.10.2014, dep, 2.2.2015, Rv. 262155).
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Ritiene, tuttavia, il Tribunale che nel caso di specie ricorrano i presupposti per escludere la punibilità  per particolare tenuità del fatto, ai sensi dell'art. 131 bis c.p.
Ed invero, il delitto di evasione è punito con pena non superiore nel massimo a cinque anni, il pericolo in concreto realizzato può definirsi esiguo per la vicinanza del luogo ove è stato sorpreso l'imputato rispetto alla sua abitazione e per la circostanza che lo stesso possa essere stato indotto in un dubbio circa la liceità o meno del suo comportamento da una precedente, non condivisibile sentenza di assoluzione emessa nei suoi confronti per un fatto simile che aveva commesso pochi mesi prima (dubbio che gli avrebbe però imposto di astenersi dalla condotta), la condotta può considerarsi non abituale, non avendo l’imputato precedenti penali specifici.
Per tali motivi, l'impuato va assolto dal reato ascrittogli perché non punibile per particolare tenuità del fatto ai sensi dell’art. 131 bis c.p.
P.Q.M.
Visti gli artt. 530 c.p.p. e 131 bis c.p.,
assolve
l'impuato dal reato ascrittogli perché non punibile per particolare tenuità del fatto ai sensi dell’art. 131 bis c.p.
Catania, 23.10.2017