Tra cybercrimes e nuove frontiere dell'investigazione di prof. avv. Piero Lorusso
Se è vero che il crimine accompagna l'umanità dagli albori della sua storia evolutiva adattandosi - nelle forme come nei contenuti - alla mutevole realtà sociale, allora, in tal senso, la "rivoluzione digitale" ha rappresentato anche una sorta di "rivoluzione criminale": dopo i primi istanti di incertezza, le tecnologie informatiche si sono confermate fertile terreno in cui le nuove espressioni del crimine organizzato occupano uno spazio sempre maggiore, direttamente proporzionale all'aumento dell'utilizzo del pc.
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L'insicurezza dell'era digitale
Tra cybercrimes e nuove frontiere dell'investigazione
di Piero Lorusso
Franco Angeli Editore
Pubblicato: ottobre 2011
Pagine: 128
ISBN: 8856841558
Prezzo: € 14,50
Se è vero che il crimine accompagna l'umanità dagli albori della sua storia evolutiva adattandosi - nelle forme come nei contenuti - alla mutevole realtà sociale, allora, in tal senso, la "rivoluzione digitale" ha rappresentato anche una sorta di "rivoluzione criminale": dopo i primi istanti di incertezza, le tecnologie informatiche si sono confermate fertile terreno in cui le nuove espressioni del crimine organizzato occupano uno spazio sempre maggiore, direttamente proporzionale all'aumento dell'utilizzo del pc.
Le cosiddette "autostrade informatiche", in realtà, non differiscono molto dalle autostrade adibite alla circolazione dei veicoli: così come abbiamo sempre più bisogno di arterie ben progettate e realizzate, di auto sicure, di segnaletica chiara ed efficace, di automobilisti abili e competenti, di auto-velox e di agenti rilevatori degli illeciti, allo stesso modo abbiamo bisogno, nel settore informatico, di un giusto mix di leggi adeguate, efficaci azioni di polizia e un livello crescente di pubblica consapevolezza.
In principio fu l’anonimato. Ai suoi albori, infatti, Internet era una sterminata prateria selvaggia solcata da viaggiatori virtuali che, celando la propria identità, liberavano gli innumerevoli “io” che nascondevano in sé e che era impossibile estrinsecare nella vita reale. Chiunque avesse dimestichezza con tastiera e mouse poteva trasformarsi in un supereroe, la cui maschera è più o meno nota a tutti, ma la cui identità è avvolta dalle nebbie del fascino e del mistero. Confortate dalla spensieratezza dell’anonimato, però, queste incursioni nel cyberspazio hanno generato fenomeni che hanno gradualmente modificato le abitudini della nostra quotidianità, d’un tratto insidiata da truffe prima d’allora impensabili, improbabili amori via chat, trappole psicologiche, fino ad arrivare ad aberrazioni intollerabili come la pedopornografia on-line. Oggi, invece, a distanza di due decenni, il paradigma internettiano sembra essere ribaltato, e l’anonimato ha lasciato il campo al suo antipodo, la sovraesposizione dell’identità. Ci si è presto resi conto, infatti, che Internet poteva concedere, pressoché a tutti, i propri cinque minuti di celebrità.: questa semplice constatazione ha spalancato le porte alla curiosità, al talento e, in dosi massicce, al presenzialismo di molti che per gioco, per caso o per vanità, hanno edificato un Matrix affollato di blog, pagine personali e, naturalmente, social network. Le reti sociali costituiscono, a vario titolo, il più contagioso fenomeno del momento, che fa nascere e sviluppare attorno a sé discussioni di ogni sorta, tra cui anche qualche dibattito sulla privacy legata agli iper-aggiornati profili degli utenti.