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Dott. Michele Arlistico

Imprinting Balistico - Balistica Forense & Criminologia Comparata

Questa Tecnica negli USA è stata già adottata in alcuni Stati come la CALIFORNIA, in Italia siamo ancora in alto mare, anzi quasi per affondare.
Dott. Michele Arlistico

A cura di Dott. Michele Arlistico da Marano di Napoli (NA).
Letto  541 volte dal 03/09/2011
Questa guida ha funzione meramente esemplificativa e non esaustiva. Scopri come è semplice in Dir. Penale richiedere una consulenza o assistenza legale ad un avvocato, clicca qui.
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Impriting Balistico

Percussore SIG

Percussore SIG con incisione sub-millimetrica (immagine al SEM)

 

La microincisione per le armi da fuoco (in inglese: microstamping), anche detta “imprinting balistico” o “incisione balistica” od ancora “microstampigliatura” è quella tecnica che è stata sviluppata con lo scopo di agevolare l’identificazione delle armi in balistica forense. Sviluppata e brevettata nel 1990 da Todd Lizotte e Orest Ohar, essa sfrutta l’uso della tecnologia laser per incidere una marcatura microscopica sulla punta del percussore o sulla faccia della culatta (o su altre parti dell’arma che entrano in contatto con il bossolo, tipicamente: estrattore, espulsore e camera di cartuccia).



 

Percussore tipo

Tipico percussore semisferico su cui sono stati aggiunti i codici microincisi
(1) codice seriale primario; (2) codice secondario dentellato; (3) codice radiale di verifica; (4) codice di produzione


 

Quando l’arma esplode il colpo, queste incisioni vengono trasferite dalla culatta al fondello del bossolo a causa della pressione generata dalla deflagrazione o impresse sulla coppetta dell’innesco dall’urto del percussore. Dopo lo sparo, i bossoli vengono espulsi mantenendo tali segni microscopici, recuperati dalla polizia ed esaminati dagli esperti di balistica forense, diviene possibile ottenere informazioni da utilizzare per tracciare l’arma dalla produzione all’ultimo proprietario registrato. Questa tecnologia è obbligatoria in California per tutte le armi prodotte a partire dal 1° Gennaio 2010.

Dettaglio percussore tipo

Particolare al SEM di un percussore semisferico
Si notano le varie incisioni del codice: primario, secondario dentellato, radiale di verifica.


 

Le incisioni balistiche non devono essere confuse con le “impronte balistiche“, queste ultime infatti sono le impronte lasciate dagli organi dell’arma: tipiche per modello (impronte di classe) o specifiche della singola arma (impronte peculiari). Queste ultime sono causate prevalentemente da segni di lavorazione ed usura sulle parti dell’arma. Le microstriature sul proiettile provocate dal suo transito in canna oppure particolari segni lasciati sul bossolo da percussore, culatta, estrattore od espulsore, rientrano tra questa tipologia di impronte.

Comparazione Fondelli

Comparazione tra “impronte balistiche” sui fondelli
Da notare che sull’immagine a Sx, i bossoli sono di medesima marca e sparati dalla stessa arma, il cambiamento dell’impronta del percussore è da attribuire al differente lotto di produzione delle munizioni. A Dx, comparazione delle impronte lasciate dalla culatta.



 

Impronta Percussore

Analisi 3D dell’impronta di un percussore


 

Micro-striature proiettile

Analisi 3D delle micro-striature di un proiettile


 

Per le incisioni balistiche invece si tratta di apporre codici unici (essenzialmente un numero di serie) sul percussore, sulla culatta, sull’espulsore o sull’estrattore dell’arma. In genere, l’esempio più frequente è quello del percussore, ma in realtà potrebbero esserci marcature in più parti dell’arma. Ogni elemento meccanico che colpisce o preme contro il corpo del bossolo è un potenziale luogo di “imprinting” dei codici. Questo include l’interno della camera di cartuccia anche se in armi automatiche o semiautomatiche, durante l’estrazione del bossolo è ancora presente una certa pressione in canna che porta il bossolo stesso all’espansione. L’abrasione che ne deriva, contro le pareti della camera di cartuccia, potrebbe disturbare la leggibilità finale del codice.

Punti d'urto del bossolo

Microincisioni fondello

Microincisioni impresse sul fondello di un bossolo
A Sx il codice impresso dalla culatta, a Dx quello impresso dal percussore, si noti il codice aggiuntivo “dentellato”.



 

La tecnica delle microincisioni ha fautori e detrattori. In generale, i gruppi che appoggiano il controllo e la limitazione delle armi, sostengono che il microstamping consentirebbe di risalire all’ultimo proprietario registrato dell’arma i cui bossoli sono stati rinvenuti sulla scena del crimine, il microstamping permetterebbe anche di rintracciare il commercio illegale di armi. Per i detrattori di questa tecnologia invece, le microincisioni tracciano l’ultimo proprietario registrato dell’arma ma non la persona che l’ha usata effettivamente. Nel caso di un’arma rubata, come avviene per alcune armi da fuoco usate nel crimine, la microincisione non condurrebbe al colpevole. Inoltre, individui senza scrupoli potrebbero raccogliere bossoli scarto nei poligoni di tiro e porli sulla scena del crimine fornendo prove false contro persone innocenti, distraendo anche il lavoro degli investigatori. Le microincisioni possono anche essere facilmente eliminate sostituendo parti specifiche dell’arma o, conoscendone il posizionamento, abradendo opportunamente i codici. Infine, l’imprinting risulta inefficace per i revolver.

Microincisioni Glock

Microincisioni per una Glock in 9×19 dopo 1400 colpi
A Sx, il codice impresso dal percussore sull’innesco, a Dx l’immagine del percussore.



 

La tecnica è in fase di test , studi condotti dagli sviluppatori della tecnologia, tra cui un test di stress a 2.500 colpi, mostrano un tasso di trasferimento leggibile del 100% (da notare che il ciclo di vita tipico di una pistola militare o di polizia è un ordine di grandezza superiore). Anche quando la microincisione viene rimossa (e questo richiede conoscenze tecniche sul posizionamento del codice, sulla meccanica delle armi da fuoco e l’uso di utensili) i segni di modifica sono ancora trasferiti sul bossolo e identificabili.

Più che ai risvolti pratici e legali della microincisione, siamo stati incuriositi dalla tecnica necessaria per eseguire l’imprinting balistico e dal risultato meccanico ottenuto, da questo e dall’implementazione del sistema in California è di fatto scaturito il presente articolo. Il progredire della tecnica promette sempre nuovi ed interessanti sviluppi.

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