Consulta le 75 Guide legali in:     
Utenti on-line: 213
Sei qui: Home » Dir. Alimentare » Approfondimenti » Eliminiamo gli sprechi di cibo

Sei un avvocato?

Iscriviti gratuitamente

Cerca avvocati:



Per Regione:

Per Provincia:

Esperto in:

Sede 101mediatori.it

Altri avvocati esperti in questa materia:
Avv. Andrea Scianaro
Perugia (PG)
tel. 0755724893

specializzato in diritto amministrativo e diritto civile, ho maturato particolare esperienza nel settore delle...

Avv. Lorenzo Scarsellone
Latina (LT)
tel. 0773661175

L'avv Lorenzo Scarsellone si è laureato in Giurisprudenza nell'Università di Salerno il 19/12/2005, con una te...

Avv. Giuseppina Torre
Fucecchio (FI)
tel. 057121831

Sono divenuta avvocato nel 2012. Mi piace molto il diritto civile che ho sempre trattato e studiato con estrem...

Avv. Vincenzo Fusco
Caserta (CE)
tel. 0823444100

Avvocato specializzato in "professioni Legali" presso la Seconda Università degli Studi di Napoli. Abilitato ...

»  Cercalo nella tua città


Gli ultimi contattati:

Napoli (NA)
il 18/05/2012 alle 23.15

Mandico Monica, è avvocato: - della srl recupero crediti della CCIAA di Napoli; ha incarico per il recupero c...

Napoli (NA)
il 18/05/2012 alle 22.39

Mandico Monica, è avvocato: - della srl recupero crediti della CCIAA di Napoli; ha incarico per il recupero c...

Palermo (PA)
il 18/05/2012 alle 15.50

Iscritta all'albo professionale presso il Tribunale di Marsala dal 10.7.1991 ed all'albo professionale presso ...

Udine (UD)
il 18/05/2012 alle 15.15

Il titolare avvocato Sialino si è formata presso università di Trieste nel 1993 e dopo una serie di esperienza...

Milano (MI)
il 18/05/2012 alle 12.34

Nata a Milano il 11/06/1969, mi sono iscritta all'Ordine degli Avvocati della mia città nella primavera del 20...

»  Guarda gli avvocati che sono stati contattati negli ultimi 30 giorni
Avv. Renato Giuseppe Fiorentino
Napoli (NA)

chiama il 0810094474
Cerca
Avv. Prof. Antonio Ruggiero

Eliminiamo gli sprechi di cibo

Nel Regno Unito cambia il sistema di datazione delle scadenze alimentari. Biasotto, responsabile alimentazione MDC: "Rivoluzione che prende spunto dalla regolamentazione in Italia".

A cura di Avv. Prof. Antonio Ruggiero da Varese (VA).
Letto  334 volte dal 09/11/2011
Questa guida ha funzione meramente esemplificativa e non esaustiva. Scopri come è semplice in Dir. Alimentare richiedere una consulenza o assistenza legale ad un avvocato, clicca qui.

Il Regno Unito ha deciso di cambiare il sistema di datazione delle scadenze alimentari per evitare la confusione dei consumatori, alle prese con cibi scaduti ma perfettamente commestibili, e intervenire in questo modo per contrastare lo spreco di cibo. La notizia, resa nota dal quotidiano la Repubblica, riguarda il fatto che molti prodotti nel Regno Unito hanno diverse scadenze: una, "sell by" , ovvero "vendere entro", sulle confezioni di tutti i tipi di prodotti alimentari; una, "use by", che indica la data entro la quale il prodotto andrebbe consumato; un'altra, "best by", che definisce la data nella quale il prodotto è nelle condizioni migliori, equivalente in pratica all'italiano "da consumarsi preferibilmente entro". L'etichetta sarà ora solo "best by" per alimentari che si possono mangiare anche dopo la scadenza, come quelli in scatola, mentre l'etichetta "use by" sarà riservata agli alimenti che non vanno mangiati dopo una certa data, come quelli freschi (carne, pesce, uova).

Per Silvia Biasotto, Responsabile Dipartimento Sicurezza Alimentaredel Movimento Difesa del Cittadino, si tratta di un cambiamento che rende il sistema simile a quello italiano. Spiega Biasotto: "La rivoluzione inglese prende spunto dalla regolamentazione delle scadenze dei prodotti alimentari nel nostro Paese. Essenziale è la distinzione tra la data di scadenza " da consumarsi entro" e il termine minimo di conservazione (TMC) "da consumarsi preferibilmente entro". Capire la differenza aiuterebbe molti consumatori a evitare gli sprechi. Nel primo caso - prosegue - il termine è perentorio e dopo la data indicata non è più garantita la salubrità stessa del prodotto. Il TMC indica invece la data fino alla quale sono garantite le caratteristiche nutrizionali e organolettiche del prodotto. Se lo si consuma successivamente, qualche giorno dopo, non ci sono pericoli dal punto di vista della salute".

Uno dei problemi toccati è quello dello spreco alimentare: spesso si finisce per gettare via cibo in realtà perfettamente commestibile. "Un consiglio per evitare sprechi di cibo, anche non scaduto, è quello di seguire le indicazione relative alla modalità di conservazione - spiega Biasotto - Pensiamo alla catena del freddo per i prodotti freschi che i consumatori devono trasportare dal negozio al frigo di casa in piena estate. Oppure a come l'esposizione alla luce per lunghi periodi dell'olio extra vergine di oliva ne possa peggiorare le caratteristiche organolettiche".

Il provvedimento del Regno Unito non piace invece a Coldiretti, per la quale "la crisi non deve essere l'alibi per mantenere sul mercato prodotti alimentari invecchiati che mettono a rischio la salute, giocando sulla data di scadenza".

Difficile però imputare alla crisi economica un fenomeno, quello dello spreco alimentare, denunciato da più parti come una vera piaga. Ogni anno vengono sprecati o perduti nel mondo 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, circa un terzo degli alimenti prodotti per il consumo umano. In Europa e in Nord America lo spreco pro capite dei consumatori è calcolato intorno ai 95-115 kg all'anno, mentre in Africa sub-sahariana e nel sudest asiatico ammonta a soli 6-11 kg l'anno. E ogni anno i consumatori dei paesi ricchi sprecano quasi la stessa quantità di cibo (pari a 222 milioni di tonnellate) dell'intera produzione alimentare netta dell'Africa sub-sahariana (pari a 230 milioni di tonnellate). Lo spreco di cibo è un fenomeno che riguarda tipicamente i paesi industrializzati, dove i consumatori stessi gettano nella spazzatura cibo perfettamente commestibile.

È un fenomeno che in Italia nel 2010 si è attenuato, forse per una maggiore consapevolezza da parte dei consumatori, ma che rimane comunque imponente. Nonostante gli sprechi siano diminuiti, nella spazzatura delle case italiane finisce ben l'8% della spesa alimentare totale, in primis prodotti freschi come latte, yogurt, stracchino, pane, frutta e verdura, per un valore complessivo di 450 euro l'anno. Le cause sono diverse e si va dall'eccesso di acquisto, anche legato alle offerte speciali, al fatto che vengono buttati via prodotti scaduti o andati a male.

Guarda altri tre documenti in Dir. Alimentare

Guarda altre tre pubblicazioni di Avv. Prof. Antonio Ruggiero

» Vedi tutte

Altri avvocati esperti in questa materia:
Avv. Prof. Antonio Ruggiero
Varese (VA)
chiama il 0332831852
Laureato in Giurisprudenza presso l’Università di Urbino, corso di Perfezionamento post-laurea in Diritto Trib...
Avv. Rita Duzioni
Bergamo (BG)
chiama il 035233072
Laure in Giurisprudenza presso L'Università Statale di Milano, Master di II livello in Diritto Penale Societar...
Avv. Antonio Orlando
Cittanova (RC)
chiama il 0966653132
Lo Studio si occupa in prevalenza di controversie tributarie, di pratiche commerciali e societarie e di Diritt...
Avv. Gianmarco Lupi
Piacenza (PC)
chiama il 0523330843
Avvocato del Foro di Piacenza esperto in Diritto e sicurezza del Lavoro, diritto penale societario e di impres...
Powered by:   Mdac Web Agency